TOMMY TEDONE

Un piano regionale per gestire la demenza derivante dall’Alzheimer

Presentato a Bari durante l’evento ‘Piano nazionale demenze’ il progetto scientifico della Regione Puglia per la gestione dell’Alzheimer e delle demenze a livello regionale, finanziato dal Fondo Alzheimer e Demenza messo a disposizione dal Ministero della Sanità per il tramite dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il progetto – diretto da Giancarlo Logroscino, professore ordinario di Neurologia dell’Università degli Studi di Bari e direttore del Centro per le Malattie Neurodegenerative e Invecchiamento Cerebrale dell’Ospedale ‘Panico’ di Tricase – coinvolge tutte le ASL pugliesi, i Policlinici Universitari e gli Enti Ecclesiastici e mira a migliorare il percorso diagnostico-assistenziale di pazienti affetti da disturbi neurocognitivi (della memoria, nel linguaggio, ragionamento e comportamento).

L’intero piano si fonda su diagnosi precoce e una rete integrata sanitaria e socioassistenziale. “Per la diagnosi precoce – ha dichiarato il professor Logroscino – è necessario il coinvolgimento del medico di famiglia che deve essere in grado di individuare i primi sintomi della malattia e indirizzare il paziente nel percorso diagnostico assistenziale nel più breve tempo possibile. Il tempo è una variabile fondamentale per rallentare i sintomi della patologia. Un ruolo chiave all’interno di questo percorso viene giocato anche dai neurologi, geriatri psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali”.

“L’investimento su queste demenze, che devastano il malato e le famiglie – ha affermato l’assessore alla Sanità della Regione Puglia Rocco Palese – è una priorità in termini assistenziali che la Regione sta cercando in tutti i modi di affrontare; in primis nel definire i percorsi di chi deve prendere in carico questi pazienti che soffrono, purtroppo in crescita a livello percentuale. Parliamo di una priorità dal punto di vista assistenziale assieme alla parte neurodegenerativa che stiamo cercando di affrontare anche con la creazione di un centro Nemo in Puglia. I tempi di attuazione sono, però, un problema serio; quando ci sono le risorse, c’è un progetto, c’è l’esigenza e ci sono persone da assistere occorrerebbero procedure burocratiche molto più accelerate per realizzare strutture sanitarie. La richiesta al Parlamento è di intervenire per modificare le regole per la realizzazione di queste strutture, risalenti al 2001; oggi solo per arrivare a un progetto occorrono tre anni”.

Il Progetto del Fondo Nazionale delle demenze prevedeva varie linee progettuali e nel progetto della Regione Puglia sono state selezionate due linee operative. “Scopo ultimo di questo progetto – ha aggiunto Logroscino – è la creazione di un percorso diagnostico e terapeutico-assistenziale, con due obiettivi: in primis potenziare i processi per una diagnosi precoce di queste patologie; e poi creare e condividere protocolli basati su evidenze scientifiche e su trattamenti e approcci di tipo non-farmacologico.