TOMMY TEDONE

Stop al reddito di cittadinanza, anche in Puglia preoccupazione e subbuglio

Anche in Puglia si registra preoccupazione e subbuglio con le sedi sindacali tempestate di visite e telefonate di persone che chiedono informazioni sullo stop al reddito di cittadinanza: “Le nostre sedi in queste ore sono prese d’assalto, in presenza e con telefonate, le persone sono disperate, non sanno come fare ora senza quel sussidio”. Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia, è preoccupata per le tensioni sociali che rischia di alimentare il taglio del Reddito di cittadinanza. “Affannarsi sui dati oggi ha valore relativo – aggiunge -. Dal primo gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza sarà abrogato per tutti. Siamo di fronte a un Governo che fa cassa sui poveri, sul disagio sociale, che favorisce gli evasori e si accanisce sulle aree più deboli del Paese. Dal Rdc all’autonomia differenziata, dai tagli alla sanità all’opposizione a una discussione parlamentare sul salario minimo fino alle misure del Pnrr, questo Governo è evidente come sia al servizio solo di alcune lobby di potere. Una destra antisociale, populista che purtroppo rischia di frantumare la tenuta del Paese”.

Che il Reddito di cittadinanza sia stato strumento utile per attenuare le povertà crescenti nel Paese non lo dice solo la Cgil, ma la Banca d’Italia. Ricorda Bucci che “più volte l’istituto si è espresso in tal senso, anche nell’audizione del Capo Servizio della Struttura Tecnica alla Camera dei Deputati sulla manovra di Bilancio”. Testualmente, ha affermato il dottor Fabrizio Balassone come “L’introduzione del reddito di cittadinanza ha rappresentato una tappa significativa nell’ammodernamento del nostro sistema di welfare: una forma di reddito minimo a sostegno delle famiglie più bisognose è presente in tutti i paesi dell’area dell’euro e in molti di essi presenta carattere di universalità, come il reddito di cittadinanza. In questi anni il sussidio ha contribuito dapprima a contenere gli effetti negativi dell’epidemia di Covid-19 sul reddito disponibile delle famiglie più fragili e poi a sostenerne il potere d’acquisto, particolarmente colpito dal recente shock inflazionistico”.

“Parole chiare – sottolinea la segretaria della Cgil Puglia – che vanno proiettate sul contesto pugliese dove il 27,5% delle famiglie vive condizioni di povertà relativa. Il superamento della misura porterà a un aumento della povertà proprio in aree dove il mercato del lavoro è più debole e i salari più bassi, come nel nostro caso. Abbiamo letto titoli sprezzanti e vergognosi su alcuni giornali della destra, parlare di pacchia finita. Vivere con poco meno di 600 euro al mese, questo il reddito medio percepito dai beneficiari in Puglia è una pacchia? Siamo al darwinismo sociale, al classismo ottocentesco, questa è la destra italiana”.

Basta leggersi i report di Anpal e Inps sul Reddito di cittadinanza per capire l’emergenza sociale che attraversa la Puglia. “In Puglia oltre 80mila persone sono povere benché occupate. Oltre il 90 per cento dei rapporti di lavoro attivati è precario e a tempo, altissima l’elusione dei contratti che si traduce in sfruttamento ed evasione contributiva e fiscale. Un mercato del lavoro, quello pugliese, in alcuni settori importanti – penso ad agricoltura e turismo – legato a stagionalità, quindi impieghi frammentati oltre che comparti dove drammatici sono i dati di irregolarità. Uno scenario che fa si che il 19,8% dei beneficiari di Rdc in Puglia, dati relativi alo 2022, percepisse la misura di sostegno benché occupato”. Benché la Cgil avesse fin dall’inizio espresso perplessità circa il legare la misura di sostegno alle politiche attive del lavoro, in Puglia a dicembre scorso erano oltre la metà dei soggetti tenuti a sottoscrivere il Patto per il lavoro era stato preso in carico dai servizio per l’impiego. Ma che l’occupabilità di cui parlano alcuni sia difficile e servono investimenti in formazione e riconversione professionale, lo dicono – ricorda Bucci – gli stessi dati Anpal.  In Puglia il 27,5% dei presi in carico ha necessità di aggiornare le proprie competenze, il 50,9% di riqualificarle”. Ancora, dei beneficiari del Rdc sottoscrittori del Patto al 31 dicembre 2022, “il 55,2% è a rischio di diventare disoccupati di lunga durata. Inoltre 13.911 persone beneficiare, il 58 per cento uomini, hanno trovaot un’occupazione, ma in larga parte precaria e a tempo. Nel 54% dei casi ha interessato soggetti fino a 39 anni”. Nell’ultima rilevazione Inps relativa al mese di giugno, i nuclei famigliari in Puglia beneficiari del Reddito di cittadinanza erano stati 86.567 per 194.392 persone coinvolte, l’importo medio mensile è stato di 593 euro. Oltre 22mila dei beneficiari sono residenti nell’area metropolitana di Bari, seguono Lecce e Taranto con 16mila, Foggia con 14.500, quindi la Bat con 9.600.

“Fa specie che si sia speso tempo a sostenere una propaganda su furbetti, poco oltre i 170 milioni di euro recuperati dalla Gdf da chi aveva indebitamente percepito il sussidio tra il 2021 e il 2022, quando abbiamo un’evasione fiscale che si avvicina ai 100 miliardi annui. E che fa il Governo? – afferma la segretaria della Cgil pugliese – scrive all’Europa di rinunciare alla lotta all’evasione, abbassando il tax gap che di fatto significa che non si è capaci di recuperare tra i 10 e i 15 miliardi di euro. Le corruzioni e frodi allo Stato tra il 2017 e il 2021 sono pesate 34 miliardi. E che fa sempre il Governo? Allarga le maglie dei subappalti nel Codice, cancella l’abuso di ufficio, si spinge a proporre la revisione del concorso esterno per associazione mafiosa”.

Anche dai tagli alle misure del Pnrr “che colpiscono i servizi, la sanità territoriale, l’inclusione sociale, viene fuori la natura di questo esecutivo. Condividiamo le preoccupazioni dei sindaci, porteremo nella nostra mobilitazione nazionale anche questi tempi perché non ci fidiamo di chi afferma che saranno finanziati attraverso altre voci quegli interventi, gli stessi che bloccano il trasferimento delle risorse dei Fondi Sviluppo e Coesione alle Regioni, per l’80 per cento destinate a quelle del Mezzogiorno. A noi appare evidente il disegno complessivo di un Governo che si mostra impreparato di fronte alle emergenze sociali ed economiche del Paese, e che procede premiando i furbi e i ricchi e colpendo chi sta più indietro. Spiegheremo questo ai cittadini e ai lavoratori, saranno due mesi di mobilitazione in vista della manifestazione nazionale che la Cgil assieme a tutto il mondo delle associazioni terrà a Roma il prossimo 7 ottobre”.