TOMMY TEDONE

Sempre più poveri e tartassati: i pensionati pugliesi in piazza il 1° dicembre

L’analisi dei dati ISTAT sulla condizione delle persone anziane in Puglia, ci consegna una istantanea fortemente preoccupante. Un campanello d’allarme che da tempo la UIL Pensionati Puglia denuncia: le pensionate ed i pensionati pugliesi si stanno impoverendo, si trovano in una situazione previdenziale di grave emergenza, gli assegni pensionistici pugliesi sono più leggeri di circa 400 € rispetto alla media nazionale con una disparità tra uomini e donne che in Puglia supera i 700 euro per i dipendenti pubblici, i 400 per gli autonomi e quasi il doppio per i dipendenti del settore privato. Un sistema al collasso, i pensionati pugliesi sono circa 1.5 milioni, ma dietro questo numero ci sono persone, ci sono i volti di tanti anziani che con le loro pensioni troppo basse, non riescono a far fronte ai bisogni di vita quotidiana: bollette sempre più care a causa dell’impennata dell’inflazione, spese per prodotti farmaceutici per la cura della salute, spese alimentari.

“A questo si aggiunga – afferma la segretaria generale UILP Puglia, Tiziana Carella – lo spopolamento demografico della popolazione pugliese, che ha portato ad un punto di non ritorno. Infatti, in Puglia nel 2022 sulla base di dati Istat e Inps ci sono più pensionati che lavoratori attivi: un allarme a cui bisogna porre rimedio con scelte politiche di prospettiva”.

Insomma, la nostra regione risulta al penultimo posto tra le regioni italiane, con una differenza negativa tra pensionati e lavoratori occupati, seguita solo dalla Sicilia. I lavoratori attivi sono un milione 267mila, i pensionati un milione 493mila, con un saldo negativo di meno 227mila unità. Ed in particolare la provincia di Lecce risulta ultima con un saldo negativo di meno 97mila.

“Nel contempo – prosegue Carella – abbiamo un sistema sanitario regionale disorientato e svuotato del principio dell’universalità ed uguaglianza nell’accesso ai servizi, proteso verso il costante ricorso alla sanità privata, caratterizzato da una totale assenza di visione e programmazione, da liste d’attesa infinite, da una medicina territoriale fantasma, dalla fuga del personale sanitario ed infermieristico. Questi sono solo alcuni dei problemi del sistema sanitario regionale e come sempre a farne le spese sono i nostri pensionati, costretti a rinunciare alle cure per mancanza di risorse economiche e di luoghi di cura. Non possiamo non ricordare che in Puglia, il 21,7% della popolazione ha più di 65 anni di età, crescono i bisogni delle persone non autosufficienti, ma non ci sono risposte adeguate in termini di servizi socio-sanitari e di strutture residenziali, anzi si prospetta un aumento della quota di compartecipazione delle famiglie con anziani non autosufficienti per le rette pari al 50% e non più al 30% , rette che le persone anziane non riescono a coprire solo con le loro pensioni, gravando sui loro familiari. Vogliamo inoltre ricordare che la legge delega 33/2023, sulla non autosufficienza è una legge ad invarianza di risorse, e se non adeguatamente finanziata, sarà una legge monca ed una ennesima promessa sulla carta. Per tutte queste ragioni, non possiamo restare ancora fermi ad aspettare, ma ci mobiliteremo per rappresentare i diritti e dare voce ai tanti pensionati pugliesi”.

Secondo la segretaria Uil “le misure della legge di Bilancio non hanno dato risposte ai bisogni di pensionati e lavoratori, anzi questo governo è riuscito nella missione impossibile di peggiorare la Legge Fornero, l’Ape Social e Opzione Donna, nulla ha fatto sul recupero del potere d’acquisto delle pensioni e sulla separazione dell’Assistenza dalla Previdenza, è per questo che il prossimo Primo dicembre scenderemo in piazza, a Bari, insieme alla UIL e alla CGIL, alla presenza del segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, in difesa dei diritti delle nostre pensionate e dei nostri pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori, per lottare per un lavoro certo, dignitoso e non precario per i tanti giovani pugliesi che altrimenti continueranno a scappare dalla nostra regione per cercare un futuro sicuro e degno”.

“Adesso Basta!” è lo slogan della manifestazione del prossimo primo dicembre: “Le pensionate e i pensionati meritano rispetto perché sono il vero ammortizzatore sociale in questo Paese e non una zavorra sociale”, conclude la segretaria generale della Uil Pensionati Tiziana Carella.