TOMMY TEDONE

“Segni di aiuto” per supportare le donne vittime di violenza

In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che ricorre domani, è stato presentato questa mattina “Segni di aiuto”, un nuovo progetto rivolto alle donne sorde vittime di violenza di genere promosso dal Centro Antiviolenza comunale in collaborazione con le associazioni ENS (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi) Puglia ed ENS Bari.

A margine dell’incontro sono state illustrate anche le iniziative organizzate dall’assessorato al Welfare con la rete cittadina Generare Culture Nonviolente in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’amministrazione comunale ha inoltre già annunciato un programma di appuntamenti, al via oggi, per ricordare le vittime di femminicidio della città di Bari e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno drammatico in costante crescita. Infine, nella serata di domani, 25 novembre, la fontana di piazza Moro e la torre del Palazzo della Città metropolitana di Bari si illumineranno di rosso, colore simbolo della Giornata.

Alla conferenza stampa di presentazione di “Segni di aiuto” sono intervenuti l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la coordinatrice del Centro antiviolenza comunale Marika Massara, la vicepresidente di Ens Puglia Anna Buccino e il presidente di Ens Bari Vito Andriola.

Se da un lato i dati disponibili, ad esempio quelli rilevati dall’Istat, mostrano che le donne con disabilità sono esposte a un rischio maggiore di subire violenza e stalking rispetto alle altre donne (il 36% delle donne con disabilità ha subito violenza), dall’altro in Italia sono ancora pochi i servizi antiviolenza che hanno una particolare attenzione nei loro confronti.

In questo genere di violenza si intrecciano discriminazioni multiple che si aggiungono alle difficoltà di denunciare un maltrattamento nonché di accedere agevolmente alle informazioni per farlo. Da questa consapevolezza è nato il nuovo percorso antiviolenza dedicato alle donne sorde che prevede la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione, tra cui la realizzazione e divulgazione di un video in LIS (presentato questa mattina nel corso della conferenza stampa e disponibile a questo link) nonché la possibilità di rivolgersi, su appuntamento, a un’operatrice antiviolenza LIS. Sarà possibile contattare il Centro Antiviolenza attraverso il numero 328 8212906 via WhatsApp, scrivendo o inviando un video: alle donne in difficoltà saranno offerti gratuitamente servizi di consulenza psicologica e legale nonché percorsi di protezione con un’interprete in lingua dei segni, anche in lingua internazionale.

Il Centro Antiviolenza comunale, finanziato dall’assessorato al Welfare e gestito dalla cooperativa sociale Medihospes, si occupa inoltre di promuovere percorsi educativo-relazionali di reinserimento sociale e lavorativo, sostegno abitativo e collocamento in strutture di emergenza, attività di sensibilizzazione, prevenzione e informazione, pronto intervento 24 ore su 24.

“In questi anni abbiamo promosso un ampio programma di interventi e iniziative sul duplice livello della tutela delle donne vittime di violenza e del contrasto alla violenza di genere – ha ricordato l’assessore al Welfare Francesca Bottalico -. Al fine di promuovere i percorsi di fuoriuscita dalla violenza e di liberazione, il Centro Antiviolenza comunale supporta le vittime con percorsi di sostegno psicologico e legale ma anche mediante percorsi di reinserimento sociale e lavorativo nonché di autonomia abitativa, credendo fortemente nella capacità di autodeterminazione ed empowerment delle donne. Abbiamo inoltre puntato a rendere effettivamente accessibili i servizi del Centro Antiviolenza attraverso interventi di prossimità e mediante la presenza di sportelli in ogni territorio, nei servizi di welfare e nelle agenzie educative territoriali, nelle università, nelle scuole, nei centri famiglie. E, soprattutto, abbiamo investito risorse e impegno sul piano culturale, proponendo percorsi specialistici di formazione rivolti agli operatori e operatrici delle istituzioni e del privato sociale, laboratori e percorsi educativi nelle scuole e nelle agenzie educative. Abbiamo cercato di essere parte di una comunità capace di sostenere le donne vittime di qualsiasi forma di violenza, dalle più giovani alle over 65, alle donne con particolari vulnerabilità come quelle con disabilità o disagio psichico. In tale direzione con il nuovo progetto “Segni di aiuto” offriremo un supporto dedicato alle donne sorde, grazie all’ausilio di competenze specialistiche, nonché di contenuti in LIS e linguaggio internazionale dei segni. Quella di Bari rappresenta una delle prime esperienze di questo tipo realizzate in Italia e nasce con l’obiettivo di garantire a tutte le donne la possibilità di denunciare una violenza rivolgendosi al Centro Antiviolenza per essere accompagnate in un percorso di fuoriuscita e liberazione. Inoltre, con Generare Culture Nonviolente proseguiamo il nostro impegno “culturale” e, insieme alle oltre 100 organizzazioni cittadine che fanno parte della rete, anche quest’anno cerchiamo di stimolare, con iniziative ed eventi di ogni tipo e in ogni luogo, una riflessione collettiva sul tema. Perché abbiamo la responsabilità di farlo e questa responsabilità ci riguarda tutti e tutte in ogni ruolo, pubblico e privato”.

Sono numerose anche quest’anno le attività educative e di sensibilizzazione promosse e organizzate dalla rete cittadina Generare Culture Nonviolente dall’inizio del mese di novembre in tutta la città.

Domani, 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, alle ore 9.30, si terrà uno speciale flash mob che, dopo il punto di incontro presso la fontana di piazza Moro, per circa venti minuti percorrerà il sottopassaggio della stazione di Bari Centrale fino all’uscita di via Giuseppe Capruzzi. Nel corso del flash mob saranno esposte frasi e affermazioni che testimoniano, da un lato, pregiudizi e stereotipi di genere frequenti nel linguaggio comune e nelle conversazioni all’interno delle relazioni “tossiche” e, dall’altro, frasi che invece raccontano relazioni “sane”, nel pieno rispetto dell’identità e del valore di ciascuna e ciascuno. Frasi e testimonianze reali, raccolte nel corso delle attività del Centro antiviolenza e dei servizi di welfare.