TOMMY TEDONE

Pnrr rimodulato, la Puglia rischia di perdere circa 600 milioni di euro

La rimodulazione del PNRR ipotizzata dal Governo potrebbe definanziare parte dei 600 milioni di euro che i Comuni della Puglia hanno già impegnato per progetti di rigenerazione urbana. Nello specifico, secondo l’Ance, sarebbe a rischio il finanziamento di 49 progetti volti alla rigenerazione delle periferie della Città metropolitana di Bari per 183,5 milioni di euro (previsti nei Piani Urbani Integrati del PNRR) e di 189 progetti (per 402,7 milioni di euro) per progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale in altri Comuni della Puglia. A questi tagli si potrebbero aggiungere quelli relativi ai fondi da impiegarsi per fronteggiare il dissesto idrogeologico che non si è in grado di quantificare con precisione, essendo queste risorse di competenza del Ministero dell’Ambiente.

“Comprendiamo la preoccupazione del Governo di non riuscire a spendere le risorse nei tempi previsti – dichiara Gerardo Biancofiore, presidente di Ance Puglia -, tuttavia va detto che quella del PNRR è una sfida che gli enti locali stanno dimostrando di saper affrontare. Essi tra il 2021 e il 2022 hanno attivamente partecipato alle procedure per la selezione dei progetti da finanziare con il PNRR, accelerando le attività di programmazione e proseguendo il trend di crescita degli investimenti in conto capitale avviato negli ultimi anni, aumentato del 40% negli ultimi cinque anni”.

Nei prossimi giorni la proposta di revisione complessiva del PNRR sarà oggetto di confronto a livello parlamentare e di Unione Europea.

“La nostra associazione attende con fiducia un confronto con il Ministro Fitto, fiduciosi che si guarderà alle reali necessità del Paese – aggiunge Biancofiore. I Comuni e le imprese sono fortemente impegnati su tutti i territori nel portare avanti questi interventi urgenti e non più procrastinabili, considerando anche i continui eventi calamitosi Occorre continuare a sostenere l’attività degli enti, che hanno ampiamente potenziato la loro capacità di spesa, evitando continui cambiamenti nella programmazione. Eventuali rimodulazioni, soprattutto di programmi di spesa già in essere e in corso di realizzazione, già adeguati alle condizioni e alle procedure del PNRR, rischiano di rallentarne la realizzazione”.