TOMMY TEDONE

Parco ex Fibronit, l’inutile polemica politica per una normale rimodulazione dei fondi

E’ botta e risposta tra i parlamentari di Fratelli d’Italia ed il Comune di Bari in merito alla sostanziale rimodulazione operata dal governo per il finanziamento del Parco della Rinascita da realizzarsi sul sito dell’ex Fibronit-

Dopo la polemica nota dei parlamentari, nella quale si accusava il Comune di Bari di essere in ritardo, è arrivata la risposta, secondo la quale “gli uffici tecnici comunali precisano che il Comune di Bari è assolutamente in linea con la tempistica prevista dalle procedure a valere sui fondi PNRR.

La gara per l’affidamento dei lavori è stata infatti aggiudicata lo scorso mese di luglio, ovvero entro i limiti temporali richiesti dal programma dei finanziamenti. In questo modo l’amministrazione comunale ha anche evitato di ricorrere alla proroga fissata a settembre dal Governo per tutti i Comuni. Il 4 settembre, inoltre, proprio al fine di ridurre ulteriormente i tempi, secondo quanto previsto dal Governo in merito ai progetti finanziati dal PNRR, l’amministrazione consegnerà in via d’urgenza le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi”.

Al fine di chiarire tempi e modalità dell’intera procedura adottata finora dall’amministrazione comunale, sono state elencate le tappe relative al finanziamento dell’opera, da parte del Comune di puntualizzando che “entro settembre, come da autorizzazione ministeriale, l’amministrazione comunale completerà il contratto relativo alle verifiche tecnico-amministrative finalizzate alla sottoscrizione del contratto per l’esecuzione dei lavori. Infine, il 18 dicembre 2023, ossia entro 105 giorni dalla data di consegna dell’appalto integrato, sempre in base a quanto previsto dal Governo sulle progettazioni finanziate dal PNRR, sarà consegnato il progetto esecutivo. L’obiettivo del Comune di Bari è completare i lavori entro gennaio del 2026 per riuscire a trasmettere il certificato di collaudo entro la data del 31 marzo 2026, come previsto dalla normativa”.

A stratto giro, la controrisposta: “Il Comune di Bari con la nota diffusa oggi certifica quanto a noi affermato, ovvero che ha aggiudicato la progettazione definitiva ed esecutiva e la realizzazione dei lavori con un mese di ritardo rispetto all’atto d’obbligo sottoscritto nel 2022. “Non solo, il Comune conferma che ha impiegato un anno e mezzo per sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economico a fronte di un progetto preliminare già pronto dal 2019. Inoltre, la nota del Comune di Bari conferma le nostre preoccupazioni in ordine alla realizzazione degli interventi che a oggi si prevede di completare entro marzo 2026… Se il Comune avesse completato la progettazione degli interventi prima, il temine per la conclusione dei lavori sarebbe più probabile. Inoltre non è chiaro quanto tempo impiegheranno gli operatori per lo sviluppo dei due livelli di progettazione. Infine, il Comune non ha risposto sui tempi molto ristretti per presentare le offerte: 15 giorni per un intervento complesso di oltre 16 milioni di euro, che ha visto la partecipazione di due solo raggruppamenti. Davanti a questo quadro e al fatto che questo intervento rientra con quelli in essere ammessi a finanziamento prima del PNRR il Governo per salvaguardare l’intervento, ha responsabilmente deciso di spostare la fonte di finanziamento per evitare che l’intervento fosse dichiarato inammissibile come già accaduto per gli stadi di Firenze e Venezia”.

Insomma, una polemica tutta politica e sostanzialmente sterile. I finanziamenti non dovrebbero essere persi perché – come fanno le Regioni con l’Unione Europea – basta rimodularli”.

Tanto rumore per (quasi certamente) nulla.