TOMMY TEDONE

Operazione “Nabucodonosor”, si chiude il cerchio con 16 condanne definitive

Vasta operazione per 16 provvedimenti definitivi di esecuzione pena in carcere, emessi dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Bari, conseguenti le tre fasi di giudizio originate dall’operazione “Nabucodonosor”. L’operazione è stata condotta dalle prime ore di questa mattina, dai carabinieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani -coadiuvati da militari dei vari reparti territoriali limitrofi e dai militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, della C.I.O. dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia” e del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari.

I 16 soggetti, definitivamente condannati alla reclusione in carcere – con condanne comprese tra 1 anno e 10 mesi e 12 anni di reclusione – sono stati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché produzione e detenzione delle stesse.

Le condanne definitive, emesse al termine del previsto iter giudiziario, costituiscono l’epilogo di un’articolata e complessa attività investigativa svolta dal N.O.R. – Sezione Operativa della Compagnia di Barletta conclusa nel 2019 e denominata “Nabucodonosor”, che fu caratterizzata dall’esecuzione di numerose intercettazioni telefoniche e pedinamenti che hanno interessato tutto il territorio provinciale e nazionale.

Le investigazioni, che portarono all’esecuzione di numerose misure cautelari emesse dal GIP di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, vennero avviate a seguito delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia e consentirono di documentare l’esistenza di una fiorente attività di narcotraffico – con propaggini nell’hinterland milanese e nella penisola iberica, dalla quale veniva importato lo stupefacente del tipo cocaina, in seguito immesso sul mercato cittadino – individuare capi, organizzatori e promotori di quattro distinti sodalizi criminali dediti al traffico di sostanze stupefacenti egemoni sulla città di Barletta e denominati “Cannito/Lattanzio”, “Lombardi”, “Albanese” e “Sarcina”.

I provvedimenti di esecuzione pena sono susseguenti al rigetto del ricorso per Cassazione proposto dai condannati.