TOMMY TEDONE

Nelle campagne pugliesi anche nel 2023 una vera e propria strage sul lavoro

Da gennaio a settembre 2023 in Puglia l’Inail ha registrato 1.653 denunce di infortuni in agricoltura, “una media di sei infortuni al giorno. Gli infortuni mortali sono stati 9, un bilancio che si aggrava di giorno in giorno. Per non parlare dell’ancora diffuso ricorso ai caporali, come testimonia il prezioso lavoro di repressione svolto dalla magistratura nei nostri territori. E’ la denuncia della Cgil dopo l’ennesimo incidente sul lavoro nelle campagne della Puglia e del Barese.

“La tragedia, l’ennesima, consumatasi ieri in un frantoio tra Andria e Corato, dove ha perso la vita un lavoratore di 38 anni, deve spingere gli addetti ai lavori e l’opinione pubblica a una presa di coscienza forte rispetto a un fenomeno che va affrontato in modo serio, anche facendo attenzione al linguaggio: basta parlare di morti sul lavoro, queste sono morti per lavoro”. È il commento del segretario generale della Flai Cgil di Puglia, Antonio Gagliardi, a margine dell’incidente che ha provocato la morte del 38enne Raffaele Sardano.

“Ai suoi cari il cordoglio della nostra organizzazione – aggiunge Gagliardi –. Siamo di fronte all’ennesima morte che non può ridurci a commiati e frasi di circostanza. Tutta la Cgil chiede da tempo forti investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma questo Governo al quotidiano bollettino di guerra risponde tagliando il budget destinato al risarcimento alle famiglie delle vittime e non assumendo provvedimenti che rafforzino ad esempio la prevenzione e quindi gli istituti ispettivi, men che meno che incidano sulla responsabilità delle imprese. Perché chi parla di morti bianche, di ricorre a termini come fatalità per giustificare spesso scelte orientate al profitto e che non hanno rispetto della salute e della vita delle persone, è in qualche modo complice di un andazzo odioso e criminale”.

Il segretario della Flai pugliese riprende i dati del report 2022 dell’Ispettorato nazionale del lavoro: “Nella regione che conta oltre 30mila imprese agricole a conduzione non familiare, le ispezioni in materia di sicurezza in agricoltura sono state 150. Dei 957 lavoratori interessati complessivamente dai controlli, per 310 di loro sono state elevate sanzioni proprio per la violazione di norme sulla tutela della salute e della sicurezza. In 403 casi si è riscontrata la presenza in azienda a nero e il tasso di irregolarità complessivo è stato del 55%. Spesso i lavoratori soffrono il ricatto di un reddito a qualunque costo, non potendo poi esigere rispetto delle norme, e chissà quanti infortuni sfuggono alle statistiche. Nel complessivo attacco alla funzione sociale del lavoro, aggravato dall’azione del governo delle destre, si determina una compressione di diritti e salari quale unico strumento per le imprese di provare a essere competitive sui mercati. E dove la prevenzione e la salute e sicurezza sono visti come costi. Per questo diciamo che si muove di lavoro e non sul lavoro: complemento di colpa e non di luogo. La differenza è sostanziale nell’attribuzione delle responsabilità e per definire le strategie per contrastare questo fenomeno”.