TOMMY TEDONE

Liquidazione ai consiglieri regionali, la presidente Capone prende tempo

“Da presidente di questo Consiglio regionale e da donna impegnata da sempre nelle Istituzioni non posso tacere su quanto accaduto negli ultimi giorni. E allora consentitemi di fare l’unica cosa che reputo davvero necessaria in questo momento, ovvero, chiedere scusa, dal profondo del cuore, a tutti Pugliesi per non aver saputo raccontare loro l’enorme impegno che quest’Aula, ogni giorno, seppure nella divergenza di opinioni e ideologie, ha messo in campo provando a dare voce a tutti coloro che hanno dimostrato di avere fiducia in noi consentendoci di sedere tra questi banchi”.

Ha aperto così l’odierna seduta del Consiglio regionale, la presidente dell’Assemblea Loredana Capone rivolgendosi all’Aula e ai cittadini pugliesi in medito alle polemiche degli ultimi giorni sulla liquidazione di fine mandato che i consiglieri regionali della Puglia vorrebbero riassegnarsi.
“Abbiamo prestato il fianco a polemiche sterili invece di parlare delle importanti battaglie vinte tutti insieme- ha detto la Capone – : dalla legge sullo psicologo di base a quella per la parità salariale, allo screening del tumore al colon e a quelli neonatali, ai progetti per le malattie rare che abbiamo finanziato proprio con i risparmi dei vitalizi, per arrivare a queste ore in cui nelle Commissioni consiliari si discute il progetto pilota per introdurre l’infermiere di famiglia e di comunità o, ancora, un nuovo reddito di dignità, per compensare il taglio del Reddito di cittadinanza e sostenere chi è rimasto fuori dagli interventi nazionali e però esiste, ha un nome e un cognome, ed è cittadino, come tutte e tutti noi, di questo Paese. Alle nostre cittadine e ai nostri cittadini importa quanto noi donne e uomini delle Istituzioni riusciamo a dare risposte concrete alla fame di domande che ogni giorno affollano i pensieri e affaticano il cuore. Come faccio ad arrivare a fine mese? Se mio figlio non sta bene, se ha bisogno di cure specialistiche e io non ho i soldi come faccio a garantirgli le migliori cure possibili? Come faccio a pagare l’affitto? Come faccio a pagare la luce? Come faccio a fare la spesa, a pagare l’università? Se c’è una cosa, la più importante credo, che avremmo dovuto imparare, ciascuno nel proprio ruolo all’interno della società, è che a chi vive la vita fuori dai palazzi e dalle sedi sindacali non importa la forma quanto piuttosto la sostanza. E allora, certamente, ci sarà modo e tempo di discutere del Tfm dei consiglieri regionali, oggi, però, i problemi che riguardano i cittadini pugliesi sono altri”.

Quindi la Capone ha proseguito: “Chiediamolo alle ragazze e i ragazzi appesi a un contratto che si rinnova ogni tre mesi, chiediamolo ai rider e a tutti coloro che si sentono stritolati da questa transizione digitale che se da una parte è futuro dall’altra rischia di calpestare i diritti delle persone in carne e ossa, chiediamolo a tutte quelle categorie, dagli agricoltori ai tessili, agli addetti alle pulizie, ai vigilanti, che guadagnano 4 euro l’ora che già non consentono di vivere con dignità figuriamoci immaginare di potersi fare una famiglia. Ci vogliono leggi uguali per tutti che tengano conto che non tutti sono uguali e che proprio per questo si facciano strumento di garanzia per ciascuna diversità. Perché tutte e tutti contano. “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” diceva Don Lorenzo Milani. E allora più che parlare di trattamento di fine mandato, populismo fin troppo facile per chi non riesce ad ammettere che questi tempi sono duri per tutti ma tutti abbiamo una fetta di responsabilità, dovremmo batterci per il salario minimo, per un lavoro più stabile, per una sanità pubblica sempre più efficiente, per trovare una soluzione all’emergenza abitativa e a quella climatica. Queste sono le questioni urgenti che anche qui in Consiglio dobbiamo affrontare e stiamo affrontando. Ci vuole coraggio a chiamare i problemi con il proprio nome e cognome, ci vuole coraggio ma è quello che ciascuna e ciascuno di noi è chiamato a fare. Questo Consiglio poteva fare certamente di più ma tanto è stato fatto e se oggi non lo dicessi qui, davanti a tutte e tutti voi, non riconoscerei l’impegno di ogni singola e singolo consigliere che, invece, ci hanno messo anima e corpo per i propri territori e la propria gente ma, soprattutto, cavalcherei quell’onda di sfiducia nella politica che qualcuno ha voluto tendenziosamente nutrire nel silenzio di una complessità che invece abbiamo il dovere di indagare. Non è una gara a chi fa meglio e a chi fa peggio, e non ci sono salvatori né bandiere da sventolare, non è questo ciò di cui hanno bisogno i Pugliesi, non è questo la Politica. La politica, quella che significa “potere di fare le cose”, è essere accanto alle persone, tenergli la mano, aiutarle a sentirsi figlie e figli della stessa famiglia e orgogliosi di farne parte. La fiducia nelle Istituzioni è preziosa e delicata, è quella luce che si fa speranza nel buio, e chi la ferisce si prende una grande responsabilità”.