TOMMY TEDONE

Le agenzie regionali? Un “poltronificio” da chiudere immediatamente

Chiudere immediatamente le agenzie regionali, giudicate collettori di consenso elettorale e fonti di spreco ai danni dei cittadini di Puglia. È perentoria la richiesta emersa in conferenza stampa dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che annuncia la presentazione di una Proposta di Legge regionale che sarà depositata nelle prossime ore.

Il gruppo politico, che si è presentato in conferenza con tre statue di civette nella posa delle tre scimmie sagge (non vedere, non sentire, non parlare), ha ribadito come le agenzie da sopprimere siano tutte pilotate da figure politicamente aderenti alla maggioranza. Secondo il capogruppo Francesco Ventola, queste nomine sarebbero “inutili e costose”, mentre in Regione ci sarebbero le risorse umane e professionali necessarie per far fronte ad incarichi invece “distribuiti agli amici degli amici”.

“Da questo punto di vista – ha precisato Ventola – il gruppo di Fratelli d’Italia vuole essere propositivo e ritiene che Michele Emiliano vada aiutato a scegliere le persone. Non serve, infatti, insignire dell’incarico magistrati o alti ufficiali in pensione, basta solo guardare a persone capaci di sostenere gli incarichi. Occorre porre una questione morale”.

La proposta di FdI contempla la chiusura di Agenzia Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio (A.S.S.E.T.), Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali (A.R.I.F.), Agenzia territoriale per la Gestione dei Rifiuti (A.Ge.R.), Agenzia Regionale Politiche Attive del Lavoro (A.R.P.A.L.), Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (A.R.T.I.), Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario (A.Di.S.U.), Puglia Promozione, Apulia Film Commission. Entro un mese andrebbe nominato un commissario liquidatore degli enti, con un compenso che non superi i trentamila euro, che avrebbe il compito di trasferire in dodici mesi le prerogative di ciascuna agenzia alla struttura organizzativa della Regione Puglia.

“Essendo molto preoccupati della salute psicofisica di Emiliano – ha concluso Ventola – non intendiamo assistere ad una deriva lunga due anni e mezzo fino alla fine del mandato con questi strascichi. Esempio lampante è quello che è accaduto per i Giochi del Mediterraneo, previsti per il 2026 nel capoluogo ionico. I ritardi di 4 anni nel compimento delle opere necessarie sono stati parzialmente recuperati dal lavoro di soli 4 mesi del commissario Ferrarese. Ma tutto questo non basta”.

Gli ha fatto eco Giannicola De Leonardis, che ha fatto notare la stranezza nella facoltà di nomina, da parte del presidente della Regione Puglia, di quattro consiglieri in materia economica e del vice capo di gabinetto, un unicum che non è mai stato riscontrato nella storia dell’ente regionale.

“Siamo garantisti – ha esordito Michele Picaro – e la presunzione di innocenza è alla base della nostra azione politica. Se, però, le accuse dovesse essere confermate dal procedimento della magistratura, ci troveremmo di fronte a una situazione incresciosa e drammatica. Soprattutto perché l’ingegner Sannicandro è stato posto a capo di un ente che ha il compito di sorvegliare un territorio fortemente interessato da dissesto idrogeologico. Una defaillance in questo ambito provocherebbe ben più di uno scandalo, ma potrebbe costare anche vite umane. Del resto – ha concluso Picaro – la preoccupazione per i metodi adottati è assolutamente condivisa anche al di fuori della cerchia dell’opposizione. Proprio nelle ore scorse, ad esempio, persino Michele Laforgia, notoriamente espressione del centro sinistra e papabile candidato sindaco nella città di Bari, ha espresso preoccupazione sulla questione morale, osservando che lo strumento delle primarie potrebbe essere suscettibile di ingerenza da parte della criminalità e consentire una permeabilità di accesso alle risorse del PNRR”.

Secondo Renato Perrini, “già dal 2020 emergevano preoccupazioni, allorquando una struttura come l’ospedale in Fiera aveva richiesto circa 25 milioni di euro per la sua ultimazione, non prevedendo, comunque, alcuni servizi primari come i bagni. La struttura era stata realizzata con la supervisione dell’allora capo della protezione civile Mario Lerario, finito sotto la lente di ingrandimento della magistratura, come è noto. Per ciò che riguarda i Giochi del Mediterraneo, poi, anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci aveva chiesto la rimozione di Sannicandro dal suo ruolo. I ritardi accusati a tal proposito sembrano addirittura strutturali a un boicottaggio, che rischia di pregiudicare l’accesso delle province di Taranto, Brindisi e Lecce ad una condizione di visibilità data loro dai giochi. Per la sola Taranto, infatti, sono stati stanziati ben 260 milioni di euro. E questo fa sperare in un rilancio definitivo della città nelle orbite che merita”.

Le stesse preoccupazioni sono emerse in maniera nitida anche nelle parole di Luigi Caroli: “Ci sono ben 150 milioni di Euro destinati alla realizzazione di strutture sportive relative per i giochi del Mediterraneo, ancora non utilizzati. Ed abbiamo solo due anni per completare gli impianti ancora in via di costruzione”.