TOMMY TEDONE

L’autonomia differenziata mette a rischio il futuro del Mezzogiorno

“Mettere in fila i provvedimenti di questo Governo che penalizzano il Mezzogiorno, tra accentramento di competenze e tagli di risorse, che si sommano al deleterio progetto di autonomia differenziata, ci porta a dire che per la prima volta abbiamo un Governo con un dicastero all’anti coesione sociale e contro e non per il Sud”. È quanto afferma la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, alla vigilia della discussione in Parlamento della bozza Calderoli e a fronte delle riduzioni di risorse per interventi a favore dei territori meridionali, dal Fondo Sviluppo e Coesione a quello di perequazione fino alla decisione tutta politica di smantellare l’Agenzia per la coesione.

“Nella regione in cui il 21% di individui vive in condizioni di povertà relativa, dove un terzo delle famiglie afferma di arrivare con difficoltà alla fine del mese, con noti divari infrastrutturali rispetto alle aree del centro nord, con una capacità del Pubblico di garantire adeguati standard quantitativi e qualitativi ridotta rispetto ad altri territori, i finanziamenti europei – dai fondi strutturali a quelli del Pnrr – diventavano strategici per colmare divari economici e sociali, rendere più competitivo e attrattivo il territorio, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, affrontare le sfide della transizione, estendere le reti di protezione sociale e servizi pubblici favorendo l’inclusione, sostenere programmi di rigenerazione urbana per migliorare vivibilità. Forse insufficienti, abbiamo a più riprese affermato insieme ad esperti ed economisti, per cui sarebbero serviti interventi diretti dello Stato e ulteriori risorse da reperire”.

Il disegno complessivo che emerge è invece sconfortante, “a fronte anche dell’accelerazione impressa dalla maggioranza di Governo alla discussione in Parlamento sulla cosiddetta secessione delle regioni più ricche, un progetto che mina l’unità nazionale, rischia di sottrarre risorse preziose allo Stato centrale con i costi che ricadrebbero inevitabilmente sui territori più deboli. Strano poi notare come al Nord si proceda con un decentramento spinto di competenze mentre al Sud si sottraggono anche le legittime responsabilità sulla destinazione di risorse come quelle del Fondo Sviluppo e Coesione. Centralismo e federalismo in base alle convenienze di tenuta politica della maggioranza”.

Il tutto avviene, sottolinea la Cgil Puglia, “con diretta responsabilità del ministro – incidentalmente pugliese – con delega alla Coesione sociale e al Sud, Raffaele Fitto. Che forse assieme ai suoi colleghi di Governo ha mal inteso le linee guida del programma React EU, che aveva e ha quale obiettivo preciso, dopo il disastro pandemico, il favorire la coesione territoriale e sociale. Motivo che ha visto l’Italia destinataria della più grossa fetta di risorse a causa dei forti divari interni. E invece il segnale di smantellamento dell’Agenzia per la Coesione era il primo evidente segnale di asservimento politico alle aspettative del partito leghista. Si è proceduto con le azioni di contrasto alla rendicontazione del Pnrr per oscurare l’obbligo di destinazione del 40% dei fondi al Sud. Si è proseguito con il blocco del Fondo Sviluppo e Coesione, con asciugare il fondo perequativo, tagliare miliardi di progetti in attesa di fantomatiche rimodulazioni, tra questi anche quelli relativi alla transizione green per l’ex Ilva di Taranto. Il Mezzogiorno, così come le persone più fragili – lo dimostrano le misure sui disabili, i non autosufficienti, i poveri, le persone che hanno bisogno di sostegno ai fitti – per questo Governo di destra sono un portafoglio con il quale fare cassa per sostenere altre iniziative, incapaci di recuperare risorse tra chi fa speculazione finanziaria, extra profitti, evasione fiscale. Pensiamo che arrivati a questo punto il Ministro Fitto può anche rinunciare al suo incarico Governativo, o quanto meno il Governo dovrebbe avere la dignità di chiamare quel dicastero con un altro nome. Perché Ministero per la Coesione sociale e per il Sud somma oltre al danno anche la beffa per milioni di cittadini”.