TOMMY TEDONE

L’arrivo della Vlora 32 anni fa: Bari era la loro unica speranza

Oggi l’amministrazione comunale, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, ricorda l’8 agosto del 1991, il giorno in cui nel porto di Bari attraccò la nave Vlora con a bordo 20mila profughi albanesi.

Alle ore 11.30, sul palcoscenico del teatro Piccinni, l’assessora alle Culture e Turismo Ines Pierucci, insieme alla giornalista Annamaria Minunno, ha ricordato come l’arrivo della Vlora abbia rappresentato un evento storico per la città di Bari e per l’Italia intera, e come nel capoluogo pugliese quell’evento sia stato vissuto all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà, valori del culto nicolaiano divenuti parte della comune identità culturale.

Nell’occasione Ines Pierucci ha consegnato a Duli Caja, sarto e artista albanese, autore dell’arazzo esposto nella sala giunta di Palazzo di Città, una pergamena che recita: Ad Avdul Caja, detto Duli, che ha donato alla città di Bari un grande arazzo, realizzato con scampoli di tessuto colorato, che rappresenta la Vlora e che si compone di circa 18 mila bottoncini cuciti sulla stoffa a richiamare il numero di persone a bordo della nave l’8 agosto del 1991 attraccò nel porto di Bari con il suo carico di umanità.

L’opera, esposta nella sala giunta di Palazzo di Città, a Bari, racconta il dolore di quella disperata migrazione per mare e suscita in tutti i visitatori una spiccata curiosità e una forte emozione in quanti hanno vissuto quei giorni di portata storica.

L’arazzo reca con sé un messaggio di pace e fratellanza che ben interpreta sia la scelta dell’allora sindaco Dalfino e dei cittadini baresi che si adoperarono in ogni modo per essere d’aiuto a quelle donne e quegli uomini disperati, sia gli intendimenti dell’attuale amministrazione, promotrice del dialogo e della convivenza pacifica, nel rispetto di ogni differenza.

All’artista Duli Caja, nel ricordo del 32^ anniversario dell’arrivo della Vlora.

La Città di Bari con affetto e gratitudine.

A seguire Annamaria Minunno ha chiamato sul palco alcuni dei testimoni dell’evento: Eva Karafili, una dei passeggeri della Vlora che da allora vive e lavora a Bari, Nicola Montano, ispettore di Polizia di Stato che gestì le prime operazioni dell’arrivo in porto, Luca Turi, giornalista e fotoreporter, grande conoscitore del Paese delle Aquile. A ciascuno di loro è stata consegnata una targa, rispettivamente da Daniela Mazzucca, prima donna sindaco di Bari, da Gianni Stea, assessore regionale, e da Giuseppe Dalfino, figlio dell’allora sindaco Enrico Dalfino, che criticò apertamente la scelta del Governo di concentrare i ventimila della Vlora nello stadio della Vittoria: “Sono persone, persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro unica speranza”.