TOMMY TEDONE

La Regione approva una legge per combattere il papilloma virus

Vaccinazione contro il Papilloma virus e screening universale. E’ stata approvata all’unanimità, con un emendamento aggiuntivo proposto dal consigliere di Azione Fabiano Amati, la proposta di legge che vede come primo firmatario il consigliere Pd Pierluigi Lopalco finalizzata all’attuazione di un programma per l’eliminazione del carcinoma del collo dell’utero e delle altre patologie HPV-correlate.

La legge, in un breve articolato, mira ad estendere la platea dei destinatari effettivi del programma di vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV), causa primaria di diverse forme tumorali maligne, prima fra tutte per frequenza e impatto sanitario il carcinoma del collo dell’utero, ma anche di altre forme tumorali che possono colpire sia l’uomo sia la donna.

La proposta di legge ha l’obiettivo intervenire sistematicamente attraverso l’identificazione dei soggetti non vaccinati pur avendone diritto e l’offerta gratuita attraverso sistemi di chiamata individuale attiva. Contemporaneamente, come previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, si stabilisce di avviare un programma di formazione e aggiornamento degli operatori sanitari coinvolti e attività di comunicazione e sensibilizzazione della popolazione target in modo particolare all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado, dei punti di ritrovo per i giovani e giovanissimi, delle strutture sanitarie pubbliche e private.

Con l’articolo aggiuntivo si inserisce anche per la prevenzione del carcinoma dell’utero la norma relativa agli obblighi di raggiungimento degli obiettivi e alle conseguenze in caso di fallimento degli obiettivi. L’emendamento, che ha avuto il parere favorevole del governo regionale per il tramite dell’assessore Rocco Palese, amplia l’ambito di intervento della legge dal momento della vaccinazione a quello dello screening e prevede l’estensione totale degli inviti per la prevenzione e individuazione precoce del carcinoma della cervice uterina a tutta la popolazione target.

Il mancato raggiungimento dell’obbiettivo assistenziale comporta la decadenza del direttore generale della Asl per legge. L’accertamento degli obiettivi spetta al direrttore amministrativo. In caso di mancato accertamento il direttore generale è tenuto ad avviare il procedimento di decadenza.