TOMMY TEDONE

La Puglia è una torcia, la Cia chiede un serio piano di prevenzione

“La Puglia è una torcia. É una tragedia che si ripete ogni anno. Così va in fumo il nostro futuro e avanza una devastante desertificazione del territorio. Vanno ripensati e rafforzati tutti gli elementi del sistema anti-incendio che da emergenziale va trasformato in preventivo”.

É Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, a intervenire nel dibattito successivo alle giornate più drammatiche per la Puglia, con decine di incendi e migliaia di ettari di boschi, macchia mediterranea, campi e perfino zone urbane in fiamme. “Sul Gargano sono stati distrutti 900 ettari di alberi e vegetazione, l’Alta Murgia sta affrontando un’emergenza che non è da meno, a Ginosa si sono vissuti momenti drammatici, mentre ciò che è accaduto in Salento, dove è dovuto intervenire perfino l’esercito, deve farci prendere lucidamente coscienza di quanto si sia sfiorata la tragedia e di come il pericolo non sia affatto cessato. Donne e uomini dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile regionale, di Arif e delle associazioni dei volontari di protezione civile e dei canadair meritano il nostro plauso: ogni anno, queste persone affrontano una lotta impari, non solo contro la follia criminale di chi appicca gli incendi ma anche con condizioni climatiche sempre più estreme che favoriscono lo scatenarsi del fuoco. Tra queste persone ci sono anche tantissimi agricoltori: spesso sono proprio loro a intervenire per primi, a dare una mano con trattori, mezzi per l’irrigazione e serbatoi d’acqua messi a disposizione per spezzare il fronte delle fiamme”, aggiunge Sicolo.

“Ci sono pochi canadair, i mezzi a disposizione sono insufficienti, non ci sono una rete e strutture logistiche adeguate a questo nuovo scenario ‘californiano’, in cui le temperature folli raggiunte ormai su tutta la Puglia, unite a forti venti di scirocco e all’azione sempre più criminale di piromani senza scrupoli, mettono a repentaglio la vita delle persone, con le fiamme che arrivano ad avvolgere edifici e case, come accaduto nel Salento, o a mandare in fumo 900 ettari di boschi e vegetazione in un solo giorno, che è quanto accaduto nel Parco Nazionale del Gargano”. “É una situazione nuova, almeno in parte, dunque per la scarsa prevenzione e l’insufficiente dotazione degli interventi non è il caso di additare nessuno, ma è chiaro che occorre una svolta. In questo senso, torniamo a ricordare e a ribadire che – se adeguatamente supportati e nell’ambito di un più vasto e articolato nuovo piano straordinario di prevenzione – anche le aziende agricole possono dispiegare i propri mezzi, la conoscenza del territorio e la propria esperienza al servizio di una vasta e capillare opera di difesa delle aree più a rischio. Facciamo qualcosa subito. Non possiamo permettere che la Puglia sia ridotta a un deserto di cenere”.