Se non fosse vero, ci sarebbe da non crederci. Ma, soprattutto, vorremmo capire chi ha immaginato la pista ciclabile di viale Europa, che è diventata di fatto un vero e proprio pericolo, al punto da provocare in pochi mesi tre incidenti mortali. 3,7 chilometri di pericolo puro, in cui si rischia quotidianamente la vita sia in auto sia in moto.
Il motivo è semplice e bisognerebbe chiedere conto a chi l’ha pensata in quel modo: la pista ciclabile è di fatto larga un metro e mezzo e ha finito col rendere a due corsie una strada ad alto traffico che collega gli oltre 50mila abitanti (una città nella città) del quartiere San Paolo al cuore di Bari. Una strada ad alta percorrenza, sempre trafficatissima, in cui i sorpassi azzardati col rischio di frontali non si contano più. Oltretutto, la pista ciclabile è di fatto un marciapiede, alto poco meno di una ventina di centimetri. Il che impedisce la possibilità di evitare l’impatto portandosi sulla parte destra della carreggiata.
Lo diciamo con chiarezza: siamo di fronte ad una rara porcheria, una vergogna autentica, come forse mai prima si è vista a Bari. Tra l’altro, è la stessa strada (il che rende il tutto ancora più grave ed assurdo) che dal centro città conduce in aeroporto. Chi l’ha pensata ne ha tenuto conto?
Aver immaginato una pista ciclabile di quel tipo, mettendo quotidianamente in pericolo la vita della gente è pura follia, indice di una leggerezza e di una incapacità gestionale che non ha eguali e lascia interdetti.
E poi, al di là degli incidenti mortali (e non) accaduti negli ultimi mesi, resta una domanda a cui gli amministratori pubblici baresi dovrebbero rispondere: ma quanti sono quelli che in bicicletta (o monopattino) vanno quotidianamente (immaginate il caldo di questi giorni…) dal quartiere San Paolo a Bari e viceversa? Ne valeva la pena?
Sarebbe opportuno che si ponga rimedio, prima di piangere altri morti…
Tommy Tedone


