TOMMY TEDONE

La colpa è sempre degli altri: De Laurentiis si dice frainteso invece di scusarsi con Bari

Alla fine la colpa è sempre degli altri. “Sono stato frainteso”, ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che ieri in conferenza stampa aveva sostenuto che il Bari è “la nostra seconda squadra”, dove per seconda si intendeva praticamente una sorta di succursale del Napoli.

Nulla di cui meravigliarsi, ovviamente, perché da come stanno andando le cose era da molto tempo abbastanza evidente che il club biancorosso – presieduto dal figlio Luigi – è in realtà una sorta di serbatoio del Napoli sulla quale per motivi facilmente comprensibili è preferibile investire il meno possibile. In mancanza di un acquirente immediato, è molto meglio che resti in B così non si dovrà essere costretti a svendere per…regolamento.

Per dirla tutta, insomma, sia pure nel modo sbagliato e più infelice, De Laurentiis Aurelio ha semplicemente esplicato quello che i tifosi del Bari che hanno ancora integra la facoltà di pensiero sanno da sempre. Del resto, il fatto che in questi anni molti giocatori siano arrivati in prestito proprio dal Napoli la dice lunga sulle scelte di gestione. Pensate solo al portiere Caprile: grande stagione l’anno scorso, di proprietà del sodalizio partenopeo, magari poteva restare in biancorosso un’altra stagione se si voleva puntare a grandi traguardi. Invece no, il Napoli ha preferito monetizzare, riprendendoselo per poi darlo all’Empoli. Il Bari, invece, ha virato su un semisconosciuto brasiliano, Brenno, che ancora deve dimostrare il suo valore e che comunque non ha nulla a che vedere col suo predecessore.

Mercoledì sera a Bari erano tutti incazzati neri per l’uscita del patron del Napoli: il sindaco Decaro, l’assessore allo Sport Petruzzelli, i tifosi, perfino i baresi che non seguono con continuità il calcio. Abbiamo subito un ceffone che non meritiamo. E per di più, abbiamo avuto la sensazione di essere stati quasi presi in giro, prima con la presa di distanza (e che altro poteva fare per tacitare le proteste?) di Luigi De Laurentiis, poi con le parole dello stesso Aurelio. Il quale, si badi bene, non ha chiesto scusa, come qualche fonte di informazione afferma. Sottilmente, ha sostenuto di essere stato frainteso e che se ne dispiace. Ma i baresi del suo dispiacere non sanno che farsene.

Da questa parte, non c’è gente che porta la sveglia al collo e l’anello al naso. C’è gente in grado di valutare e trarre conclusioni. Sappiamo bene, ad esempio, che la scelta di Pasquale Marino per il dopo Mignani era una scelta minimalista, per risparmiare soldi con un tecnico che non aveva più mercato. In questo modo, si è sbagliato bersaglio e si sono perse 14 giornate. Se invece di Marino si fosse puntato subito su Iachini, probabilmente la squadra avrebbe avuto una migliore posizione di classifica.

Squadra che, si badi anche a questo, è stata costruita frettolosamente (negli ultimi dieci giorni di mercato estivo, con colpevole ritardo) e male. Con limiti strutturali che sono così evidenti che solo chi non ha mai visto una partita di calcio può non cogliere.

E non parliamo del farsesco mercato di gennaio. Serviva un centravanti che garantisse un certo numero di gol ed è arrivato Puskas, che da sempre segna col contagocce. Lulic finora è stato schierato sistematicamente per pochi minuti e di Guiebrè sappiamo poco e comunque a Modena ha giocato solo una decina di partite e non ha mai fatto la differenza. Poi c’è Kallon, che ha cominciato bene ma si è spento come il resto della squadra. Insomma, anche da Polito, solo fumo negli occhi.

Adesso, vediamo che accade. Ma certo è che se la situazione è questa, prima ci liberiamo di questa proprietà, meglio sarà per tutti.