TOMMY TEDONE

In codice la droga diventava “Padre Peppe” e la smerciavano dalla Murgia al Materano

Otto persone in manettegravi indizi di colpevolezza a carico di altrettanti indagati ritenuti dediti allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti del tipo eroina.

I carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno e dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e condotte nel periodo da novembre 2021 a ottobre 2022 dalla Sezione Operativa della Compagnia di Altamura, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, perquisizioni e sequestri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in merito alle attività illecite poste in essere  dai soggetti nella vendita della droga commissionata anche da consumatori provenienti dalla vicina provincia di Matera.

L’indagine trae origine dalla segnalazione da parte di molti cittadini di particolari movimenti sospetti presso un bar della zona ove, dopo numerosi servizi di osservazione effettuati da personale in abiti civili, erano stati identificati numerosi soggetti già conosciuti poiché consumatori di droghe pesanti, nello specifico eroina.

Le attività investigative poste in essere sull’evento sono state accompagnate da ulteriori approfondimenti, avallati dalla Procura della Repubblica, con l’ausilio delle attività tecniche di intercettazione e con l’istallazione di telecamere nei pressi delle aree di spaccio.    

Attraverso l’ulteriore azione investigativa è stato possibile accertare la presenza sul territorio di numerosi soggetti che in concorso tra loro, ma senza un vincolo associativo, avevano posto in essere una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga richiesta e poi ceduta, per eludere sospetti in eventuali intercettazioni, veniva appellata con nomi convenzionali. Le risultanze delle intercettazioni ed i riscontri effettuati hanno permesso di mettere in luce il singolare utilizzo dell’appellativo di “padre peppe” o “I like” per identificare rispettivamente il tipo di droga e la disponibilità della sostanza richiesta. Il nome del liquore “padre peppe”, secondo gli spacciatori, avrebbe evitato che gli investigatori potessero insospettirsi, trattandosi di un prodotto non facile da reperire in altre aree geografiche.   

Il quadro indiziario raccolto dai carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato richiesta di emissione di misura cautelare. Il Gip del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura dei soggetti.