TOMMY TEDONE

Il Palazzo dell’Acquedotto esercita il suo fascino con i baresi e non solo

Il Palazzo dell’Acqua continua ad attirare l’interesse di cittadini e turisti anche nelle festività natalizie. Acquedotto Pugliese (AQP) ha così deciso di aumentare le date per scoprire la storica sede di via Cognetti, a Bari, nel quartiere Umbertino.  

Agli ingressi ordinari (ogni sabato e domenica, in due turni di un’ora ciascuno, dalle 10 alle 11 e dalle 11 alle 12) si aggiungono quelli straordinari dell’8 e del 25 dicembre oltre al primo ed al 6 gennaio prossimi venturi. Tutti i dettagli per prenotare sono sul portale di AQP, nella sezione Pianeta Acqua, pagina Il Palazzo dell’Acqua. Nella stessa pagina è possibile effettuare il tour virtuale del Palazzo.

La sede di Acquedotto Pugliese è un vero e proprio monumento all’acqua. Un patrimonio architettonico e decorativo per celebrare il primo zampillo d’acqua a Bari: la definitiva liberazione della Puglia dalla piaga della scarsità idrica. L’edificio è opera dell’ingegnere Cesare Vittorio Brunetti. Il tecnico, di origine ravennate, ebbe nel l’incarico della progettazione e della direzione dei lavori della nuova sede dell’Acquedotto. Brunetti seguì personalmente ogni stadio dei lavori di realizzazione, che durarono sette anni. Da allora la maestosità del Palazzo si impone nel borgo murattiano. Lo stile architettonico scelto è il romanico pugliese, che meglio si integra con la tradizione locale e che trova espressione visibile, oltre che nei materiali, anche nei molteplici elementi decorativi, ispirati ai più famosi monumenti architettonici della regione. La progettazione degli ambienti e degli arredi del Palazzo è invece opera del Maestro Duilio Cambellotti, eclettico artista romano che donerà uno stile inconfondibile: al tempo stesso severo e gioioso, facendone un vero e proprio monumento all’acqua salubre, fonte di vita ed alla epopea pugliese per la sua conquista. Per Cambellotti “decorare” il palazzo significò intervenire sul progetto delle tre facciate, progettare l’immagine di ogni particolare degli interni: dai soffitti ai pavimenti, dalle porte alle finestre, dalle pitture alle sculture per le pareti, dai mobili ai soprammobili, alle vetrate, ai tappeti, all’illuminazione, agli ascensori. Tutto questo per fare del Palazzo di Acquedotto Pugliese di Bari un ideale e, al contempo, un concreto “laboratorio” per la sua genialità creativa.

Al primo piano, si potranno ammirare la sala del consiglio, splendidamente affrescata, i salottini del presidente e della direttrice generale, completi di tutti gli arredi fissi e mobili, e la sala della corografia. Al secondo piano l’ex appartamento privato del presidente, oggi spazio espositivo, con alcuni dei più pregiati arredi disegnati da Cambellotti, tornati all’antico splendore dopo un lungo e accurato restauro. Per completare la visita, un giro negli ambienti, al piano terra, destinati alla storia dell’Acquedotto, con il museo di archeologia industriale che ospita strumenti e attrezzature dei primi del ‘900 e la ricostruzione di un laboratorio chimico degli anni ‘30 con apparecchiature dell’epoca.