TOMMY TEDONE

Il Comune s’impone e la Ladisa si arrende: saranno cambiati i menù delle mense scolastiche

Qualcuno la considera una resa, altri una indiretta ammissione di “colpevolezza”; sta di fatto che già dalla prossima settimana il menù delle mense scolastiche cittadine, affidate alla Ladisa, cambieranno: tutto sarà semplificato e reso più gradevole al palato dei bambini e di sicuro comparirà il pesce nero che ha creato una valanga di proteste e che la maggior parte degli alunni ha preferito non mangiare.

Non sono bastate le giustificazioni “ufficiali” della Ladisa, dunque, a spegnere polemiche e proteste sui pasti scolastici e, in aggiunta, anche su quelli ospedalieri. E’ ancora bufera sulla vicenda del pesce ritenuto “maleodorante” in alcune scuole cittadine, come denunciato da alcuni genitori, al punto da far muovere la politica cittadina e regionale.

Certo è, che al di là di quelle che sono le giustificazioni, non vi è dubbio sul grado di insoddisfazione dell’utenza rispetto al servizio offerto. Una insoddisfazione che merita attenzione e rispetto da parte delle istituzioni. Peraltro, non va tralasciato un dettaglio non di poco conto: il fatto che comunque le famiglie pagano per consentire ai propri figli di usufruire del servizio di mensa scolastica.

E poiché le segnalazioni sono giunte in momenti diversi e da diverse scuole, è chiaro che non si poteva trattare solo di un caso o di un semplice “sentito dire”.

Il presidente della Commissione Qualità dei Servizi, Antonello Delle Fontane, ha fatto sapere che la vicenda non si chiuderà qui e che comunque sarà ascoltata e coinvolta anche l’assessore comunale alle Politiche educative, Paola Romano. E’ allarme anche per la commissione Trasparenza presieduta dal consigliere di Fratelli d’Italia, Antonio Ciaula. Anche in questo caso sarà sentita l’assessore Romano. 

Peraltro, le segnalazioni e le proteste sono praticamente cominciate con l’inizio dell’anno scolastico, perché il menù non è vario, sarebbe troppo carico di verdure e in alcuni casi non gradito ai bambini. Tanto più che in qualche occasione pare siano stati proprio gli insegnanti a “suggerire” ai ragazzi di non mangiare. Ed il riferimento non è solo al pesce maleodorante.

Insomma, è tempo di fare chiarezza nell’interesse di tutti. Nel caso, anche utilizzando il pugno di ferro se dovessero emergere responsabilità evidenti. Un primo confronto c’è stato, adesso attendiamo le novità del menù e le reazioni dei bambini e delle famiglie.