TOMMY TEDONE

I dati del turismo in Puglia contestati da Federalberghi: “Sembra il pollo di Trilussa”

Al TTG di Rimini, la più importante fiera del turismo B2B in Italia, anche per il 2023 la Puglia ha consumato il logorato rito dell’annuncio delle performance turistiche. Il copione rimane lo stesso dello scorso anno, unica variazione la mancanza del presidente Michele Emiliano. Festeggiamenti, naturalmente, per 3milioni e 300mila arrivi totali (+5,5% sul 2022) e 12milioni e 700mila presenze (+3% sul 2022). I dati provvisori riguardano il periodo gennaio/agosto e coprono l’85% dei posti letto regionali, mentre nel 2022 fu scelto il periodo giugno/agosto, forse perché più favorevole allora e un po’ meno oggi. L’assessore Gianfranco Lopane, in coro con il direttore di Pugliapromozione e il direttore del Dipartimento Turismo e Cultura regionale, parlano di “ottima performance” e di una Puglia che “conferma il suo appeal con una crescita dei flussi internazionali”. Eppure la Regione dovrebbe fare ammenda e, se si vuol parlare di sistema turistico regionale e di programmazione, dovrebbe studiare, per esempio, l’Emilia Romagna che, per lo stesso periodo, registra oltre 8milioni di arrivi e 30milioni e mezzo di presenze e i suoi dati sono consultabili in tempo reale tutto l’anno sul portale regionale dedicato. Da noi c’è semplicemente un ufficio Osservatorio Regionale in Pugliapromozione che i dati li “confeziona” solo una/due volte l’anno con corredo di tante belle “torte” grafiche.
«Prendo atto che anche quest’anno – afferma il presidente di Federalberghi Puglia e vice presidente nazionale Francesco Caizzi – i vertici del turismo regionale hanno compiuto la loro buona azione di propaganda sul palco del TTG. Ma solo propaganda, come avviene purtroppo da qualche anno. Se analizziamo, infatti, i dati presentati dovremmo seriamente meditare sul futuro della nostra regione turistica, e prendere atto che l’estate 2023 non è andata bene. Con 800 chilometri di coste è certamente il mare che traina il turismo pugliese e quest’anno apprendiamo che il mercato italiano ha preferito altre destinazioni a noi. Non si può acriticamente festeggiare un +5,5% di arrivi senza analizzare una situazione che, seppur salvata statisticamente dal turismo straniero e di fascia alta, ha messo in seria difficoltà le aziende ricettive di fascia medio bassa che sono arrivate a registrare anche un calo del 20% con valori mensile di -4, -5%, così analizzato sembra il paradosso del pollo di Trilussa. E si tratta della maggioranza delle strutture ricettive del mare con il maggior numero di dipendenti, con la più bassa marginalità, che hanno visto andare a carte e quarantotto una stagione che dalla Regione gli era stata propagandata come “eccezionale e fenomenale” e che doveva essere quella di recupero delle stangate energetiche del 2022. Se poi si fa un’analisi per territorio si vede con le province di Taranto e di Foggia hanno sofferto più delle altre. Di questo non ho ascoltato nemmeno una parola da chi gestisce il turismo pugliese, dall’assessore in giù. Per quanto riguarda i dati, diventa cruciale per i playmaker del turismo ricettivo regionale avere una rilevazione puntuale per una costante interpretazione dei flussi e delle tendenze. Voglio segnalare che l’Osservatorio Regionale per la gestione dei dati (arrivi e presenze) è solo un ufficio interno di Pugliapromozione e non un organismo terzo. Non dimentichiamo che Pugliapromozione ha definito la campagna di comunicazione da milioni di euro per il 2024 senza conoscere l’andamento della stagione estiva appena conclusa. I soli dati statistici, comunque, diventano utili agli operatori solo se accompagnati da analisi dei segmenti di marketing e report dei feedback degli investimenti in promozione.»
«Abbiamo dimenticato – continua Caizzi – che costruire un sistema turistico regionale vuol dire lavorare sodo per una strategia complessiva per la Regione, scegliere e organizzare i prodotti turistici, analizzare i dati, programmare e, quindi promuovere. La Regione da sette anni ha ridotto le politiche turistiche a semplici provvedimenti centralizzati. Le associazioni di categoria sono state poco coinvolte, la promozione viene decisa centralmente da Pugliapromozione. Noi operatori del turismo ricettivo – conclude Caizzi –non possiamo essere ignorati dalle istituzioni. La Puglia ha urgente bisogno di un’agenda che comprenda azioni e interventi su: riqualificazione dei prodotti turistici, destagionalizzazione dei flussi, overtourism per evitare sovraffollamento e disagi delle destinazioni turistiche, politiche attive per l’occupazione per garantire lavoro stabile che vada oltre i tre mesi l’anno, formazione professionale, coordinamento tra Comuni e assessorati regionali di competenza sulle politiche della mobilità, dell’igiene e della sanità pubbliche».