TOMMY TEDONE

Giovani agricoltori in piazza a Bari per difendere clima e ambiente

Flash mob dei giovani agricoltori di Coldiretti ‘APRITE GLI OCCHI!’ contro i danni causati dal clima pazzo che dimezza i raccolti ma determina anche l’altalena dei prezzi, come nel caso del grano. A Bari, in occasione della premiazione degli Oscar Green Puglia, i giovani agricoltori provenienti da tutta la Puglia si sono bendati, un gesto eclatante e silenzioso con cui sensibilizzare le istituzioni di aprire gli occhi sui danni che il clima pazzo arreca all’agricoltura, un problema non solo per futuro ed il reddito delle imprese agricole, ma anche per i consumatori che hanno meno cibo sulle tavole ma anche dell’inflazione che fa il pari con la deflazione in campo.

Con i cartelli “con clima pazzo KO grano e prezzi”, “stop pannelli mangia suolo”, “clima pazzo taglia raccolti”, “con eventi estremi in fumo 200 mln cibo”, “per clima pazzo crolla lavoro nei campi”, “con clima pazzo attacco virus e insetti alieni”, “con clima pazzo altalena prezzi cibo”, “in puglia 89% rischio frane/alluvioni”, “scomparso in 1 anno 8,2% campagne pugliesi”, “9 comuni su 10 a rischio dissesto idrogeologico”, “a rischio desertificazione 57% puglia”, i giovani agricoltori di Coldiretti Puglia hanno invitato ad accelerare i tempi per mettere in campo tutte le misure necessarie ad affrontare con strumenti adeguati le criticità create dai cambiamenti climatici, ma anche il crollo dei prezzi del grano, dopo che a causa del maltempo la produzione è crollata del 30%.

“Ma non solo proteste in piazza, in Puglia c’è un esercito di  giovani impegnati quotidianamente in campagna per difendere l’ambiente, il territorio, la biodiversità la salute e contrastare i cambiamenti climatici”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “si tratta di una crescente presenza spinta dalla svolta green impressa nelle giovani generazioni in Puglia, dove sono 230 su 257 i comuni pugliesi a rischio di dissesto idrogeologico e a pagarne i costi oltre ai cittadini residenti soprattutto nelle aree rurali, sono proprio le 11.692 imprese che operano su quei territori”.

Un impegno concreto per frenare il consumo di suolo dopo che l’ultima generazione ha fatto perdere alla Puglia un terreno agricolo su quattro inseguendo un modello di sviluppo sbagliato che ha causato la scomparsa del ¼ delle campagne in mezzo secolo. “Una situazione in cui a causa dei cambiamenti climatici – evidenzia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – sono sempre più frequenti gli eventi estremi, già 66 in Puglia nel 2023, con precipitazioni violente che provocano danni perché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni”.

Un gravissimo danno produttivo ed ambientale per il ruolo che svolgono le coltivazioni nella mitigazione del clima anche ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10. Oggi il terreno fertile sepolto sotto asfalto e cemento non ha potuto garantire l’assorbimento di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando la pericolosità idraulica dei territori con danni e vittime.

La presenza dei giovani in agricoltura spinge la rivoluzione digitale nelle campagne con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose per combattere i cambiamenti climatici, salvare l’ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Smart AgriFood. La rivoluzione digitale in agricoltura vede lo sviluppo di applicazioni green sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti – sottolinea la Coldiretti – dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti.

Il risultato è che i giovani impegnati in orti, frutteti, vigne, risaie e stalle hanno fatto diventare l’agricoltura italiana non solo prima in Europa per valore aggiunto ma è anche la più green e sostenibile e può contare – conclude la Coldiretti Puglia – il primato indiscusso per la qualità alimentare con 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione – aggiunge Coldiretti Puglia – 349 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero dell’Agricoltura, 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle), 9 IGP per l’olio di Puglia, la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la cipolla Bianca di Margherita, l’uva di Puglia, il carciofo Brindisino, l’arancia del Gargano, il limone Femminello del Gargano e le clementine del Golfo di Taranto e 29 vini DOC e 6 IGP.