TOMMY TEDONE

Emergenza caldo, i medici di famiglia polemizzano con la Regione

“I medici di famiglia offrono ovviamente tutta la loro disponibilità per supportare i pazienti e il sistema sanitario nel suo complesso nel fronteggiare l’emergenza caldo. Serve però un confronto per definire misure precise. Non basta dire ai medici di rispondere al telefono. Ci attendiamo quindi una convocazione a breve da parte della Regione o dalle ASL”: risponde così Nicola Calabrese, segretario Fimmg Bari, alle raccomandazioni inviate l’altro ieri dall’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese e dal direttore di Dipartimento Vito Montanaro ai direttori generali delle ASL e alle organizzazioni sindacali dei medici per fronteggiare gli effetti delle ondate di calore.

Non manca, insomma, una punta polemica per direttive che gli esperti non esitano a definire piuttosto vaghe.

La nota dell’assessorato, per quanto riguarda la medicina territoriale, parla di una generica sensibilizzazione delle figure professionali “consentendo l’attivazione di prestazioni ADP specifiche in aggiunta ai Piani assistenziali individuali”. Inoltre, si legge sempre nella nota, “Confidando sulla sensibilità dei MaP e PLS, si invitano gli stessi a garantire una puntuale risposta alle chiamate sui propri numeri telefonici messi a disposizione dell’utenza e se necessario ad ampliare le fasce orarie di studio”.

“Non basta dire ai medici di famiglia di rispondere al telefono – tra l’altro conoscendo benissimo le difficoltà che sta affrontando la medicina primaria per il sovraccarico di lavoro – Serve invece affrontare strutturalmente il problema definendo protocolli e servizi di intervento che riescano veramente a dare risposte ai bisogni del paziente in difficoltà, senza intasare i pronto soccorso”, conclude Calabrese.