TOMMY TEDONE

Dal 13 ottobre a Bari ritorna il World Press Photo Exhibition

World Press Photo Exhibition, la mostra di fotogiornalismo più prestigiosa al mondo, torna a Bari per il decimo anno consecutivo a partire dal 13 ottobre 2023: sarà ancora una volta il Teatro Margherita ad ospitare l’esposizione fotografica internazionale, che giunge quest’anno alla sua 66° edizione e che, in occasione dell’importante traguardo del decennale barese, si presenterà alla città con una importante novità. 

Nata ad Amsterdam nel 1955, World Press Photo Foundation indìce annualmente il prestigioso concorso di fotoreportage e, a seguito dell’annuncio dei vincitori globali e di ciascuna categoria, organizza la mostra itinerante che viene allestita in oltre 120 città, in 50 Paesi del mondo. A Bari, World Press Photo Exhibition è organizzata da CIME, realtà tra i maggiori partner europei della Fondazione di Amsterdam, con il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari. 

Seguiranno dettagli relativi all’inaugurazione e all’apertura al pubblico della mostra.

“Abbiamo iniziato l’avventura di World Press Photo Bari ormai dieci anni fa – spiega Vito Cramarossa, direttore di Cime – e oggi ci sentiamo particolarmente orgogliosi di questo traguardo. Un decennale è certamente una tappa importante e significativa e, per questa ragione, vogliamo celebrarla nel modo migliore attraverso alcune novità e sorprese che riserveremo alla nostra città in occasione di questa edizione 2023”.

“I dieci anni di World Press Photo Bari – aggiunge Ines Pierucci, assessore alle Culture del Comune di Bari – segnano il percorso dei due mandati di amministrazione durante i quali abbiamo provato a favorire la crescita culturale della città, anche grazie al più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale. A ospitare questa nuova edizione del WPP sarà il Teatro Margherita, nelle more dell’avvio dei lavori del secondo lotto il cui cantiere ci consentirà comunque di organizzare degli eventi. La foto vincitrice del WPP 2023 esprime la potenza delle immagini attraverso la sofferenza colta nell’attimo prima della morte, che è ancora più straziante della morte stessa e che rimanda alla Madonna del parto di Piero della Francesca, diventata soggetto cinematografico grazie a Tarkovskij, la cui interpretazione fotografica contribuisce a restituire l’inutilità e la drammatica realtà della guerra, arricchendo di senso la responsabilità culturale degli artisti e dei fotografi”.