TOMMY TEDONE

Crisi Consorzi di bonifica, gli agricoltori in piazza contro la Regione

Sono arrivati agricoltori da tutta l’area metropolitana di Bari, poi dalla BAT, e da Lecce, Taranto e Brindisi. Nel pomeriggio gli imprenditori agricoli, i dirigenti regionali e le delegazioni territoriali di CIA Agricoltori Italiani Puglia e Copagri Puglia hanno manifestato a Bari presso la sede dei Consorzi commissariati (Corso Trieste 11) e davanti alla sede della Presidenza della Regione Puglia, sul Lungomare Nazario Sauro.

Le due organizzazioni agricole, con i loro associati, hanno protestato per la disastrosa situazione dei Consorzi di Bonifica commissariati (Arneo, Stornara e Tara, Terre d’Apulia e Ugento Li Foggi).

IL DOCUMENTO. Al presidente Emiliano e agli assessori Piemontese (Bilancio) e Pentassuglia (Agricoltura), è stato consegnato un documento molto chiaro che esprime 4 “NO” e tre “SI”: “no al Tributo 630 e alle cartelle pazze, si invece al saldo e stralcio delle cartelle; no all’aumento delle tariffe irrigue dei Consorzi e delle tariffe Arif (fatte peraltro senza alcun preavviso), sì a un immediato avvio della stagione irrigua”. Fondamentali, inoltre, sono il “NO” al prosieguo della gestione commissariale e un SI deciso e ultimativo su una riforma immediata dei Consorzi di Bonifica. Una riforma che, specificano le due organizzazioni, NON deve contemplare la creazione di un Consorzio Unico: troppo differenti sono condizioni e necessità specifiche, territoriali e colturali, delle diverse aree della Puglia. Con il Consorzio Unico, il rischio è quello di non riuscire a modulare interventi e servizi nel modo più adeguato per sostenere lo sviluppo dell’agricoltura.

RIFORMA SUBITO. “La riforma dei Consorzi si è fermata agli annunci. Stessa cosa per i piani di classifica, per i quali serve una condivisione seria e concreta. Noi siamo a favore di un azzeramento totale della gestione commissariale e la costituzione di una nuova governance orientata sulle istanze dei diversi territori, obiettivo che riteniamo difficile centrare con la costituzione di un consorzio unico. Sarebbe opportuno ipotizzare la costituzione di almeno due nuovi organismi”.

LE PROPOSTE. Chiudere la gestione commissariale per riuscire, finalmente, a compiere una serie di azioni non più derogabili: programmare un piano di lavori pluriennali dei Consorzi, con l’utilizzo di fondi comunitari, nazionali e regionali che consentano interventi strutturali; affidare ai Consorzi di Bonifica la piena e prioritaria gestione della risorsa idrica, privilegiando la funzione irrigua di questi enti come avviene nella stragrande maggioranza delle Regioni italiane, favorendo l’ammodernamento degli impianti e delle reti di distribuzione di acqua di derivazione superficiale e da falda; sostenere l’attività svolta dal Commissario Straordinario di definizione, in via transattiva, della debitoria nei confronti di amministrazioni pubbliche; favorire l’esodo incentivato del personale a tempo indeterminato finalizzato al potenziamento delle Aree Tecniche, con l’obiettivo di promuovere una forte e rinnovata spinta progettuale in grado di intercettare le risorse disponibili nell’ambito della pianificazione europea, nazionale e regionale.