TOMMY TEDONE

Beni comunali in disuso, il bando di vendita è stato prorogato

E’ stato prorogato dall’11 al 22 dicembre prossimo il termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione e delle proposte progettuali relative alla nuova procedura per l’affidamento di beni in disuso o in stato di abbandono, appartenenti al patrimonio dell’amministrazione comunale.

Si estendono quindi i termini per partecipare al bando pubblicato sul sito web del Comune di Bari il 7 novembre, in esecuzione del Regolamento sui beni comuni approvato dal Consiglio comunale nel 2015. Inoltre, con la stessa determina del 23 novembre, è stato stabilito alle ore 12 del 4 dicembre il termine per la presentazione delle richieste di sopralluogo presso gli stessi immobili, obbligatorie per partecipare al bando.

All’avviso possono partecipare i cittadini, singolarmente o in forma associata, al fine di poter riutilizzare e rigenerare per fini sociali gli immobili inseriti nell’elenco, che saranno concessi a titolo gratuito a seguito della stipula di un contratto-convenzione. Si tratta di beni che l’amministrazione ha tentato, in passato, di valorizzare da un punto di vista economico senza ottenere un effettivo riscontro da parte degli operatori economici, data l’assenza di offerte pervenute nel corso delle relative procedure a evidenza pubblica, oppure di beni già affidati a realtà del terzo settore per i quali è necessario provvedere a forme più estese di durata temporale del rapporto, in modo da consentirne una migliore fruibilità e utilità sociale.

“Abbiamo scelto di prorogare i termini di questo avviso per rispondere al grande interesse che stiamo riscontrando da parte di molte realtà che stanno presentando progetti per rigenerare questi beni di proprietà comunale – commenta l’assessore al Patrimonio Vito Lacoppola -. Dopo aver individuato nei giorni scorsi i soggetti aggiudicatari per il compendio del “Pluriuso Catino”, diamo quindi ulteriore forza a questa procedura ad evidenza pubblica che riguarda altri dodici immobili, situati in gran parte in aree periferiche della città, e che permetterà di farli tornare a vivere e di restituirli alla cittadinanza, rendendoli importanti presidi di socialità, in attesa del prossimo bando che riguarderà i beni confiscati alle mafie, acquisiti ultimamente al patrimonio comunale”.