TOMMY TEDONE

Bari rispolvera la cultura russa ed il gravissimo problema della libertà di stampa

È stata presentata questa mattina, a Palazzo di Città, la X edizione del Festival Pagine di Russia, che avrà luogo a Bari dal 7 al 10 novembre. Il programma del Festival, patrocinato dal Comune di Bari e realizzato dalla Stilo Editrice in collaborazione con la Cattedra di russo dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, è stato illustrato dai curatori scientifici Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli e da Marianna Carabellese della Stilo Editrice, alla presenza dell’assessore comunale alle Culture Ines Pierucci.

L’edizione di quest’anno, intitolata “Dopo la Russia? Cent’anni di solitudini e dissenso”, è dedicata al tema dell’emigrazione russa, visto in una prospettiva storica che dal 1922 arriva, esattamente 100 anni dopo, al 2022, all’ennesima emigrazione di massa russa in conseguenza dell’invasione dell’Ucraina del “Ventiquattro febbraio” (tema al quale era stata dedicata la IX edizione del Festival). Tra gli ospiti attesi al Festival, lo studioso russo Mikhail Velizhev, professore dell’Università di Grenoble e autorevole rappresentante di questa ultima tendenza all’emigrazione dalla Russia. Nella prima serata del festival Velizhev sarà intervistato dai direttori del Festival e potrà così trasmettere la sua diretta testimonianza di intellettuale “fuoriuscito”.

Nei giorni successivi, altre tre lezioni di slavisti italiani metteranno in luce alcuni aspetti delle diverse ondate migratorie: da quella più nota, che ebbe inizio dopo la Rivoluzione d’Ottobre (Agnese Accattoli, Università Roma Tre), all’emigrazione “interna”, nei decenni successivi alla II guerra mondiale, quando molti intellettuali russi, pur opponendosi al potere centrale, non lasciarono il Paese ma continuarono a diffondere il proprio messaggio attraverso lo strumento del samizdat (Marco Sabbatini, Università di Pisa) per arrivare a tentare di capire quali scenari e decisioni attendono lo sviluppo della Russia (Martina Napolitano, Università di Trieste).

“Con il festival Pagine di Russia ogni anno abbiamo percorso un pezzo importante di storia della letteratura russa fino a raggiungere la maturità scientifica e culturale che tra i tanti equivoci legati al conflitto in Ucraina ci invita a non essere superficiali su temi così delicati quali quelli di una storia europea che ci riguarda tutti – ha esordito Ines Pierucci -. Nell’ottantesimo anniversario della libertà di stampa e nel decimo di un approfondimento così importante, la casa editrice Stilo insieme alla cattedra di Russo dell’Università di Bari, che ringrazio, per parlare di emigrazione russa si affida alla sconvolgente persecuzione patita da Marina Cvetaeva. Poetessa emigrata dopo la Rivoluzione del ‘17 prima a Praga, poi a Parigi, che non si sentì mai a suo agio nel mondo ignorante degli emigrati russi. Posle Rossii (Dopo la Russia) è la raccolta di poesie che “comincia sempre dal do di petto” – come disse di lei Anna Achmatova – e che dal 1928 risulta sempre attuale perché “emigrante dall’eternità nel tempo”, come tutti noi che, nel rileggere i suoi versi, osserviamo ciò che accade a est d’Europa e in Medio Oriente da “Occidente: questo disperato amore della Russia””.

Il programma del Festival, come da tradizione, sarà caratterizzato anche da una serie di appuntamenti dall’approccio pluridisciplinare e performativo (quest’anno ospitati tutti presso la libreria Prinz Zaum) tra serate musicali, approfondimenti letterari e presentazioni di libri.

Tutti gli incontri pomeridiani avranno luogo al Centro polifunzionale studenti (ex Palazzo delle Poste) e le conferenze dei giorni 8, 9 e 10 novembre saranno trasmesse anche in streaming sulla pagina FB della casa editrice e sul sito www.stiloeventi.it; gli eventi performativi, che avranno inizio alle ore 20,00, saranno invece ospitati dalla Libreria Prinz Zaum (via Cardassi 93).