TOMMY TEDONE

Bari celebra il suo grande contributo alla resistenza antifascista

Si sono tenute questa mattina all’interno del Teatro comunale Piccinni, le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario del Congresso di Bari dei Comitati di Liberazione Nazionale, che si svolse il 28 e il 29 gennaio del 1944 nel teatro barese.

L’evento, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato organizzato dal Comune di Bari e dalla Regione Puglia, con la collaborazione di ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, IPSAIC – Istituto Pugliese Storia Antifascismo e Italia Contemporanea, Fondazione Di Vagno, Teatro Pubblico Pugliese, Università degli Studi di Bari, ANPPIA – Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Fondazione Gramsci e della casa editrice Laterza. Al Presidente Mattarella è stata donata una copia originale della Gazzetta del Mezzogiorno risalente alle giornate del Congresso.

Il quotidiano barese del 30 gennaio 1944 fu, infatti, dedicato interamente ai lavori del Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale. Il titolo per l’apertura della prima pagina recitava: “Le speranze del popolo italiano in un discorso incisivo di Sforza”.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha fatto gli onori di casa: “Qui, nel Teatro Piccini di Bari, il 28 e il 29 gennaio del 1944 – ha ricordato – è stata scritta una pagina fondamentale della storia dell’Italia. Dell’Italia democratica e repubblicana. Un’Italia perseguitata, censurata, mandata al confine ma che con forza, coraggio e passione seppe risollevarsi. Qui, nel Teatro Piccinni, per la prima volta dopo gli anni bui del fascismo, tornarono protagoniste le parole e le idee di democrazia e di libertà. Ed è per noi un enorme privilegio, a ottant’anni dal primo Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale, ricordare il ruolo che la città di Bari ebbe in uno dei passaggi più delicati e drammatici della storia del nostro Paese. A trasmettere i lavori del Congresso fu Radio Bari, che dalla fine del ‘43 era diventata la prima voce dell’Italia libera, dando un contributo fondamentale alla lotta per la liberazione dal nazifascismo. Dai suoi microfoni giornalisti, esponenti delle forze politiche e intellettuali invisi al regime tornarono a parlare: personaggi del calibro di Tommaso Fiore, Benedetto Croce, Michele Cifarelli, Antonio Piccone Stella, Alba De Cespedes, Giorgio Spini, Arnoldo Foà e Aldo Moro parlarono all’Italia di libertà, di democrazia e di coraggio. Lo stesso coraggio che qualche mese prima, il 9 settembre del 1943, aveva spinto i cittadini di Bari vecchia a lottare, al fianco del generale Nicola Bellomo e delle sue truppe, per difendere la città vecchia e il porto da un attacco dell’esercito nazista. Negli anni tra il ‘43 e il ‘45 – ha concluso –Bari fu animata da una passione civile, politica e culturale che si tradusse in una serie di episodi di Resistenza che le sono valsi il riconoscimento, seppur tardivo, della Medaglia d’oro al merito civile. Quella stessa passione civile è testimoniata dall’impegno della casa editrice Laterza e del cenacolo di intellettuali che intorno ad essa si raccolsero”.

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha salutato il presidente Mattarella ricordando la storia: “Siamo orgogliosi e fieri del contributo che Bari e la Puglia offrirono al movimento partigiano – ha detto – attraverso quegli atti eroici che hanno determinato il Presidente Giorgio Napolitano a conferirci nel 2006 la Medaglia d’oro al valor civile per il contributo offerto alla lotta di Resistenza. Da qui, da Bari, è ripartito il cammino del popolo italiano. Qui a Bari, a pochi mesi dalla caduta di Mussolini, le forze dell’antifascismo, alla presenza di intellettuali come Benedetto Croce, Carlo Sforza, Tommaso Fiore, Vincenzo Calace, Michele Cifarelli, Fabrizio Canfora si riunirono per gettare le basi dell’Italia libera e democratica. Qui a Bari, Benedetto Croce per la prima volta, nel Teatro Piccinni parlò della necessità di un’Assemblea Costituente, quella stessa Assemblea Costituente ai cui lavori partecipò un altro figlio di questa terra, l’onorevole Aldo Moro. Qui a Bari, Michele Romito, un ragazzino di 15 anni che ho avuto il privilegio di conoscere quando divenni sindaco, si oppose ai tedeschi contribuendo a salvare il porto dalla furia distruttiva nazista. Furono quei ragazzi e quelle ragazze di allora a saper vedere per loro e per chi sarebbe venuto dopo una libertà che ancora non c’era. Noi non dimentichiamo i misfatti, le vergogne e la catastrofe in cui il Fascismo trascinò l’Italia. Quel senso di liberazione, quell’affrancamento dal fascismo e dalla guerra richiede oggi, da parte nostra, azioni coerenti che continuino a mantenerlo in salute giorno dopo giorno”.