TOMMY TEDONE

Automezzo diretto in Germania fermato a Bari con 16 tonnellate di tabacco di contrabbando

Ben 16 tonnellate di tabacco da fumo di contrabbando sono state sequestrate nel porto di Bari dai finanzieri del II Gruppo Bari e i Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari, nell’ambito del monitoraggio dei flussi commerciali da e per i Paesi dell’area Schengen. Sottoposto a controllo un autoarticolato proveniente dalla Grecia e diretto in Germania.

Il mezzo, sbarcato dalla motonave ellenica, è stato selezionato nell’ambito della quotidiana attività di analisi dei rischi posta in essere congiuntamente in attuazione del Protocollo di Intesa siglato da Guardia di Finanza e Agenzia Dogane e Monopoli. All’atto del controllo, la documentazione di accompagnamento esibita dall’autista afferente al carico del mezzo indicava il trasporto di tabacco grezzo, come tale non sottoposto al pagamento delle accise. Tuttavia, i primi accertamenti esperiti in sede di controllo fisico sulla merce hanno consentito di riscontrare delle incongruenze dato l’elevato grado di sminuzzamento del prodotto e la dicitura “scarti di tabacco grezzo” riportata sugli imballaggi.

Tali anomalie hanno spinto i finanzieri ed i funzionari doganali a effettuare il prelievo di un campione del tabacco trasportato interessando per il successivo esame il Laboratorio Chimico delle Dogane di Roma così da verificare l’esatta qualificazione doganale del prodotto. All’esito di tali approfondimenti, è risultata l’idoneità del tabacco ad essere fumato per mezzo della pipa e come tale sottoponibile ad accisa.

Gli operanti hanno proceduto, dunque, al sequestro dell’intero carico di tabacco da fumo, pari a circa 16.800 chilogrammi, e dell’autoarticolato utilizzato per il trasporto, segnalando alla locale autorità giudiziaria il legale rappresentante della società tedesca destinataria della merce per l’ipotesi di reato di contrabbando ex art. 291-bis del Testo Unico delle Leggi Doganali.

Da un punto di vista erariale, è stata inoltre accertata un’evasione dei relativi diritti dovuti (Iva ed accisa) pari a 1.252.104 euro, oltre alla multa per oltre 86 milioni di euro.