TOMMY TEDONE

Altro ribaltamento: il Consiglio di Stato boccia il Tar sul nodo ferroviario di Bari

Un altro ribaltamento nel ping pong giudiziario che riguarda i lavori del Nodo Ferroviario a Sud di Bari ed in particolare la zona di Lama San Giorgio. Il Consiglio di Stato, ha infatti accolto il ricorso urgente di Rete Ferroviaria Italiana, di fatto annullando la decisione presa meno di un mese fa dal Tar che aveva sospeso la autorizzazione paesaggistica concessa dalla Regione Puglia.

I lavori, dunque, possono riprendere soprattutto in virtù del fatto che si rischia di perdere i fondi messi a disposizione dal Pnrr, ovvero circa 370 milioni di euro.

Sulla decisione si registra anche l’intervento del consigliere regionale pugliese, Fabiano Amati, secondo il quale “Il decreto cautelare del Consiglio di Stato sul nodo ferroviario di Bari chiarisce generalmente l’assenza di rischi ambientali e quindi motivi per bloccare i lavori. A tutto concedere si tratta di situazioni di fatto marginali, con mille ipotesi di soluzioni, ma non in grado di vanificare l’impegno su questa grande opera. Peraltro, proprio la circostanza dell’uso dei fondi del Pnrr ha generato una decisione tempestiva, sia pur in termini cautelari, a significare l’ingresso in un mondo nuovo, in particolare quello in grado di respingere le vecchie lentezze, i nemici per ideologia del progresso le defatiganti revisioni dei procedimenti”.

Per Amati, e non solo per lui, viste le polemiche scatenate dalla decisione del Tar, qualche settimana addietro, “l’opera serve, è finanziata e si deve concludere al più presto. Questo è l’imperativo”.