TOMMY TEDONE

Allarme dell’Adiconsum: “Fate attenzione, che siano saldi veri”

“Circa 2/3 delle famiglie utilizzerà il periodo dei saldi per acquisti rimandati e di capi più costosi. Ma 1/3 non li utilizzerà per motivi economici (indigenti) o perché preoccupati dei costi invernali della propria abitazione per le utenze di luce e gas”. Così Emilio Di Conza, dell’Adiconsum Puglia (Associazione in difesa dei consumatori della Cisl), alla vigilia della stagione dei saldi nel tacco d’Italia.

“Dei cittadini che utilizzeranno i saldi per gli acquisti, il 36% sono preoccupati dei ‘falsi saldi’ e chiedono un maggior controllo degli organi preposti – osserva Di Conza –, inoltre il 60% dei cittadini giovani (18 – 35 anni) si fida solo dei negozi di determinati marchi e di merce conosciuta per qualità e prezzo”.

“Dato che partono il 5 gennaio 2024 i saldi in Puglia – osserva Di Conza – attenzione alle regole e alle modalità commerciali previste dalla legge”. La spesa media stimata sarà di circa 300 euro a famiglia e di 150 euro a persona. In particolare, spiega Adiconsum, l’obbligo per commercianti di indicare il prezzo praticato nei 30 giorni antecedenti l’avvio degli sconti, prevedendo sanzioni che possono superare i 3.000 euro per scongiurare il rischio di ‘finti sconti’. “Come di consueto saranno saldi molto apprezzati, ma bisogna evitare di acquistare prodotti non indispensabili, contraffatti, scadenti e potenzialmente pericolosi per la propria salute e sicurezza – sottolinea Di Conza – ma soprattutto attenersi a poche, indispensabili, regole: la verifica dei prezzi almeno una settimana prima dell’inizio ufficiale dei saldi; attenzione ai saldi con percentuali troppo elevate; diffidare degli importi scritti col pennarello senza indicazione del prezzo originale; se il negoziante non permette di provare i capi, acquistare solo se sicuro della scelta. La possibilità di provare i capi, infatti, è a discrezione del commerciante e il consumatore non ha alcun diritto in merito; in caso di acquisto per un regalo, prendere accordi col commerciante. Egli ha infatti l’obbligo di cambiare la merce solo nel caso sia difettosa. Il cambio per altri motivi è a discrezione del venditore”.